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Intolleranze alimentari: Luglio, mese della consulenza gratuita

01-06-2017

SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO

 

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, queste sono le famose ed illuminanti parole di Ippocrate, padre della medicina, che ben 400 anni prima della nascita di Cristo, aveva compreso l’importanza dell’alimentazione in rapporto al nostro stato di salute fisico e psichico.

Negli ultimi anni si assiste ad un rinnovato interesse per una corretta alimentazione ed è sempre più crescente l’importanza dei nutrienti (minerali, vitamine, acidi grassi…) presenti negli alimenti, come strumento di prevenzione di un gran numero di patologie: l’acido folico ad esempio previene i difetti del tubo neurale nel nascituro, il sale addizionato di iodio previene la massa tiroidea (gozzo), gli omega 3 prevengono patologie cardiovascolari…

Nel 1850 Ludwig Feuerbach, celebre filosofo tedesco, afferma che “l’uomo è ciò che mangia”. Troppo spesso presi dalla vita frenetica ci troviamo a mangiare panini, merendine, bibite e ad imbandire le nostre tavole con pietanze che eccedono nelle calorie, e che il nostro organismo non riesce a bruciare. Iniziano così a scatenarsi una serie di infiammazioni croniche e silenti, innescate da una dieta sbagliata che accelera i processi patologici.

Ippocrate osservò che esistevano reazioni avverse agli alimenti dopo l’assunzione di alcuni cibi che si manifestavano con disturbi gastro intestinali e orticaria. Le reazioni avverse agli alimenti oggetto dei nostri studi sono le allergie alimentari propriamente dette reazioni immediate, in cui la sintomatologia (orticarie, riniti, asma, dermatiti...)compare nell’arco di poche ore, mentre nelle intolleranze alimentari o reazioni ritardate i sintomi compaiono anche dopo alcuni giorni a seguito dell’assunzione anche frequente di alcuni alimenti. In questo caso si possono manifestare sintomi e malattie a carico di qualsiasi organo, apparato o sistema (orticarie, coliti, gastriti, cefalee, obesità…).

Nel caso dell’allergia l’alimento individuato dovrà essere eliminato definitivamente dalla dieta mentre nel caso delle intolleranze alimentari, dopo un periodo di astinenza prescritta, potrà essere reintrodotto con gradualità nel regime alimentare.

Il test per le intolleranze alimentari si esegue con un semplice prelievo del sangue, che permette di capire, mediante metodiche affidabili, quali alimenti devono essere temporaneamente sospesi dalla propria dieta per un periodo di tempo che dipende dal grado di reazione riscontrata in modo da poter “disintossicare” l’organismo.

 

Dott.ssa Roberta Marinelli

 

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